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IL TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO ACCOGLIE IL RICORSO PER ORE DI SOTEGNO INADEGUATE:” E’ DISCRIMINAZIONE”

Per la prima volta in Italia un Tribunale ha ritenuto che l’inadeguata ed insufficiente assegnazione delle ore di sostegno costituisce una vera e propria discriminazione a danno degli alunni con disabilità.

E’ accaduto a Milano dove , il giudice Patrizio Gattari, del Tribunale Civile,ha accolto il ricorso presentato dai genitori di 17 alunni minori disabili e dall’associazione LEDHA nei confronti del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano e dei vari Istituti scolastici presso i quali gli studenti erano iscritti., a fronte di una sensibile riduzione , per ragioni di bilancio,delle ore di sostegno nell’anno scolastico in corso (2010/2011).

I genitori, assistiti da legali di associazioni, hanno presentato unitamente un ricorso:

facendo riferimento alla legge 67 del 2006 ( Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni ) che sancisce la possibilità per le persone con disabilità e familiari di presentare direttamente ricorso congiunto con le associazioni, e prevede un assoluto divieto di discriminazione in danno delle persone disabili

alla legge 104 del 1992,che ai sensi dell’art. 3 della costituzione promuove la piena attuazione del principio di parità di trattamento e delle pari opportunità nei confronti delle persone con disabilità alfine di garantire alle stesse il pieno godimento dei loro diritti civili, politici, economici e sociali,

evidenziando come il diritto all’istruzione dei disabili sia oggetto di tutela ,sancito in particolare anche dalla Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità,entrata in vigore sul piano internazionale e resa esecutiva dall’Italia con la legge 3 del marzo 2009,

distinguendo quindi la discriminazione diretta che si ha quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga e si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto alle altre:

così si può leggere nel provvedimento del giudice Gattari:

.” ….il diritto del disabile all’istruzione si configura come un diritto fondamentale la cui fruizione è assicurata tramite misure di integrazione e sostegno idonee a garantire ai portatori di handicaps la frequenza degli istituti di istruzione insieme agli altri studenti normodotati, e che tra le varie misure previste dal legislatore viene in rilievo quella del personale docente specializzato…. …La scelta discrezionale dell’amministrazione scolastica di ridurre le ore di “sostegno” agli studenti disabili è idonea a concretare un’indiretta discriminazione, vietata dalla L. n. 67 del 2006, ogni qual volta essa non si accompagni ad una corrispondente identica contrazione della fruizione del diritto allo studio anche per tutti gli altri studenti normodotati ...” .

Sempre scorrendo il provvedimento possiamo rilevare come le amministrazioni pubbliche si limitano ad invocare a giustificazione della riduzione delle ore di sostegno … le scelte di riduzione della spesa pubblica operate dal legislatore e le minori risorse economiche destinate all’istruzione. Non viene neppure dedotto dall’amministrazione pubblica che a fronte della pacifica riduzione delle ore di sostegno già garantite agli studenti disabili vi sia stata per ragioni di bilancio una corrispondente riduzione delle ore di didattica per tutti gli alunni finendo per incidere negativamente solo sulle situazioni giuridiche soggettive dei disabili ” …è del tutto irrilevante che la discriminazione – diretto o indiretta- sia frutto di una volontà di discriminare. Ciò che rileva ai fini dell’accoglimento dell’invocata tutela è che …per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile…

….pare innegabile che per effetto della riduzione delle ore di sostegno gli alunni disabili siano venuti a trovarsi in una obiettiva situazione di svantaggio rispetto a quella degli altri alunni, al punto che …alcuni alunni affettiva disabilità grave sono di fatto “costretti”a frequentare meno ore di lezione degli altri, proprio per l’assenza dell’insegnante di sostegno che la scuola non è in condizione di fornire..”.

Il Giudice, ordina, quindi alle amministrazioni convenute la cessazione della condotta discriminatoria e il ripristino entro trenta giorni dal presente provvedimento, a ciascun alunno disabile ..il medesimo numero di ore di sostegno di cui usufruiva nell’anno scolastico 2009-2010 ; condanna inoltre le amministrazioni convenute in solido fra loro a rifondere ai ricorrenti le spese di lite.

Di notevole importanza la precisazione della Corte che sottolinea come:” la partecipazione degli alunni con disabilità al processo educativo con insegnanti e compagni normodotati costituisca un rilevante fattore di socializzazione e possa contribuire in modo decisivo a stimolare le loro potenzialità”, vorremmo solo aggiungere che l’attiva partecipazione in classe degli alunni diversamente dotati contribuisce sicuramente, in modo decisivo, a stimolare e arricchire le potenzialità, degli alunni normodotati. .

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